Perché la Psicoterapia Oggi

“…essere vivo, interessato, vedere le cose,  vedere l’uomo, ascoltare l’uomo, immedesimarsi nel prossimo, sentire sé stessi, rendere la vita  interessante,  fare della vita qualcosa di bello e non di noioso…“

Erich Fromm, “Il coraggio di essere”, 1980

 

Negli esseri umani la consapevolezza del disagio della società postmoderna va di pari passo con  la sempre  maggiore consapevolezza del “diritto a stare bene”.

Le componenti genetiche, le interazioni con l’ambiente esterno e gli stili di attaccamento giocano un ruolo fondamentale nella genesi della costruzione della personalità di  ogni individuo, e poiché la  struttura e l’assetto psicologico della personalità determinano il nostro modo di vivere e di relazionarci con noi stessi e con gli altri,  i continui mutamenti di riferimenti sociali, culturali,  familiari ed economici,  ed il loro conseguente intreccio, influiscono in maniera significativa  sul nostro mondo psichico.

Più che in tempi passati oggi le  persone  si rivolgono ai professionisti di aiuto chiedendo supporto, portando in consultazione  varie forme di disagio e sofferenza, spesso uniti a  sintomi fisici o psichici più o meno invalidanti per la propria vita.

Ma  qual è oggi  la funzione dello psicologo ed il compito della psicoterapia? E soprattutto qual è il suo ruolo sociale?

La cornice di ogni intervento psicologico presuppone la diffusione di  una  cultura della prevenzione, indirizzata ad una concezione solidaristica della vita,  che stia alla base delle relazioni sociali e che punti sul  benessere dell’individuo rendendolo utile agli altri. Questo compito può essere realizzato promuovendo ogni forma di  dialogo e di confronto all’interno delle comunità a cui l’individuo appartiene cosicché si possa  valorizzare la  naturale complessità del vivere, percepita purtroppo spesso come di per sé patologica.

Il focus di ogni intervento non è più quindi solo sulla malattia e sulla cura, ma si allarga sulla  complessità dell’uomo, visto sia nelle sue potenzialità di realizzazione personale e sociale, sia nella sua ambivalenza, dovuta dagli aspetti contradditori  che abitano il nostro mondo interiore, alla stesso modo con cui diversi personaggi  entrano in scena e si susseguono  sul palcoscenico di uno spettacolo teatrale.

Con questa concezione della pratica psicoterapeutica, ci allontaniamo dal luogo comune che “… dallo psicologo ci vanno i matti e le persone deboli…”,  divenendo noi stessi ricercatori nel nostro mondo interiore, al fine di una maggiore comprensione del nostro stare bene e di tutto ciò che mina il nostro equilibrio: dal lavoro alla famiglia, dalle relazioni interpersonali e di coppia fino all’impatto della tecnologia e  dei  mezzi di comunicazione di massa nella nostra vita.

L’uomo viene così analizzato in un sistema più ampio culturale ed ambientale  e non relegato solo  nel campo della propria storia personale e del disturbo psichico.

Le conoscenze psicologiche entrate nel sapere comune e la consapevolezza dei  nostri processi mentali ci  permettono di ricercare e mantenere uno stato di salute, di vitalità e di capacità, di essere e di agire nel mondo.

Pur essendo la psicologia una scienza relativamente giovane, oggi possiamo  capire meglio come  sviluppa  un bambino, come si struttura la sua personalità, come evolve nell’adulto, come possono modificare  le condizioni di benessere, quali sono i fattori di rischio e di protezione.

Sappiamo quanto siano importanti nello sviluppo del bambino la protezione, il sostegno, l’affettività, la soddisfazione dei bisogni primari, la strutturazione del sentimento di identità attraverso le esperienze basilari del Sé.

Tali esperienze, se effettuate in un ambiente sufficientemente adeguato e protetto, permettono all’individuo di intraprendere in modo soddisfacente, un percorso di crescita psicologica volto ad una  reale autonomia ed una piena capacità di vita.

Viviamo però un quotidiano della precarietà,  conviviamo con un sentimento permanente di insicurezza e di emergenza che produce conflitti e sofferenze psicologiche, ma ciò non significa che l’origine del problema sia esclusivamente psicologico, “…che ogni fatto sociale comporti, in misura maggiore o minore, una dimensione psicologica, non autorizza a pensare che tutto derivi da questa, con il rischio di fare degli psicoterapeuti delle specie di guru da consultare in ogni occasione e capaci di pronunciarsi su qualsiasi argomento…” (M.Benasayag, G.Schmit,  “L’epoca delle passioni tristi” – 2005)

I professionisti di aiuto possono aiutare le persone a discernere con attenzione le origini della sofferenza psichica, in una visione obiettiva volta ad evitare che la persona si senta   causa del proprio malessere.

Ma cos’è allora la psicoterapia, e come è possibile lavorare nella direzione di una vita più piena?

La  psicoterapia è  un lento rivedere la propria storia personale e familiare con un contagocce, favorendo una rilettura dei fatti ed una elaborazione dei vissuti che permetta di integrare nel mondo psichico dell’individuo una nuova consapevolezza.

La  psicoterapia è una attribuzione di senso a ciò che talvolta senso non ha; è stimolare la capacità e la possibilità di prendersi cura di se stessi, ripulendo i vissuti psichici dallo strato della colpa e della vergogna, e così dando nuovi significati alla propria esperienza.

La psicoterapia è pronunciare ciò che è divenuto impronunciabile;  dare voce a ciò che non ha più voce; fare emergere  i vissuti che fissano la persona nella  ripetizione involutiva degli eventi traumatici

La psicoterapia è aiutare la persona a riscoprire e riattivare quella “tendenza attualizzante”, che ci dice che dentro ognuno di noi esiste la spinta naturale all’autorealizzazione, cosi come ben descritta da Carl Rogers “..abbiamo a che fare con un organismo che è sempre motivato, è sempre intento a qualcosa, che cerca sempre qualcosa. La mia opinione è che c’è nell’organismo umano, una sorgente centrale di energia e che tale sorgente è funzione di tutto l’organismo, non solo di una sua parte. Il modo migliore per esprimerla con un concetto è di definirla tendenza al completamento, all’attualizzazione, alla conservazione ed al miglioramento dell’organismo”. (C.Rogers,  “ The formative tendency” – 1978)

La psicoterapia è anche la relazione umana di “due persone che parlano dentro ad una stanza”, nel cui dialogo parlare ed ascoltare ritrovano la loro funzione risanatoria.

La psicoterapia è anche volgere lo sguardo in avanti, verso il futuro, scoprendo e riattivando modalità la risoluzione e/o l’accettazione dei vissuti problematici

La psicoterapia è alimentare la motivazione a sperimentare nuove modalità di relazione con gli altri, modificando atteggiamenti e comportamenti dannosi e  promuovendo ciò che è salutare per la nostra persona.

La fiducia nell’essere umano e nelle proprie capacità, così come l’apprendere dalle nuove modalità di essere nel rapporto con sé stessi e con gli altri, rappresentano il substrato di ogni possibilità di accedere  e sperimentare  quel nostro tesoro nascosto chiamato esperienza.

Photo by @timmossholder

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